Performances della volpe

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Performances della volpe

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Studio di un caso

LA VOLPE E LA MASCHERA TRAGICA

Nel teatro antico le maschere erano usate per connotare i personaggi dello spettacolo (il protagonista, la donna, il servo, il messaggero...) e - forse - per amplificare la voce degli attori in mancanza di altri strumenti tecnologici. Erano diverse a seconda del tipo di rappresentazione: c'erano quelle tragiche per la tragedia, quelle comiche per la commedia e quelle satiresche per i drammi con i satiri. La volpe, in una nota favola, ne incontra una tragica e la considera vuota, una pura esteriorità.

TESTO LATINO (Fedro, I, VII)   PARODIA (P. Lerza)

 

Personam tragicam forte vulpes viderat;

quam postquam huc illuc semel atque iterum verterat,

'O quanta species' inquit 'cerebrum non habet!'

Hoc illis dictum est quibus honorem et gloriam

fortuna tribuit, sensum communem abstulit.

 

TRADUZIONE

Una volpe aveva visto per caso una maschera tragica. Ci girò intorno alcune volte e disse:

“Quanta apparenza! Ma non ha cervello!”

Questo è detto per coloro che hanno avuto dalla sorte onore
e gloria, ma niente buon senso.

 

Una volpe vide una maschera tragica ed esclamò: “Oh, com’è bella! Ma non ha cervello”.
Al che la maschera, assai risentita, ribatté senza esitazione:
“Questo te lo credi te, testa di rapa, che faresti meglio a farti gli affari tuoi cercando di non finire nell’armadio di qualche ricca signora, assieme ad altre pellicce della tua razza. E poi, per tua norma e regola, sappi che al giorno d’oggi fa molta più strada chi non ha cervello che chi ce l’ha, quindi sappiti regolare”.
La volpe, assai stizzita perché non si aspettava una simile reazione, disse con aria di superiorità:
“beh, non riesci nemmeno a farmi ridere; d’altro canto, sei una maschera TRAGICA, che cosa ci si può aspettare da te? Sei patetica!”
Ma si sentiva a disagio, e già pensava di informare Fedro per questa ribellione di subalterni. La maschera riprese:
“Cara collega, anziché fare la furba come tuo solito nelle favole, fatti una cultura, e vedrai che io sono ancora di moda nel teatro pirandelliano e sulla faccia di ogni povero cristo alle prese con la vita quotidiana, mentre tu sei una razza in via di estinzione, e puoi servire al massimo per impietosire le signore e convincerle a comprarsi la pelliccia ecologica”.
La volpe, del tutto convinta e dopo aver fatto i suoi bravi calcoli, andò a comprarsi una maschera da cane e si mise al servizio del guardiano di un teatro, pensando che così, in fondo, la vita era assai meno grama.

 

Riflessione

Definire la personalità della maschera tragica nella parodia. Su quali aspetti della volpe si ironizza?

 

Attività Lista a discesa

LA VOLPE E L'UVA

FEDRO, IV, 3 J. de La Fontaine
Fame coacta vulpes alta in vinea
uvam , .
Quam tangere ut non potuit, ait:
"Nondum matura es; nolo acerbam ."
Qui, facere quae non possunt, verbis ,
hoc debebunt exemplum sibi.

 

Certain Renard gascon, d'autres disent normand,
Mourant de faim, vit
Des raisins mûrs apparemment (1),
Et couverts .
Le Galand (2) en eut fait volontiers ;
Mais comme il n'y pouvait point :
Ils sont , dit-il, et bons pour des goujats (3).
que de se plaindre?

 

 

Traduzione

Costretta dalla fame, una volpe cercava di prendere dell'uva da una vigna alta, saltando con tutte le sue forze. Ma dal momento che non riuscì a raggiungerla, andandosene disse: "Non è ancora matura; non voglio prenderla acerba".

Coloro che gonfiano a parole ciò che non sono in grado di fare, dovranno riferire questo esempio a se stessi.

 

Traduzione

Una volpe, chi dice guascona, chi dice normanna,
sul punto di morire di fame vide in cima a un pergolato
dell'uva apparentemente matura
e coperta di una buccia vermiglia.
 
La furba ne avrebbe mangiato volentieri;
ma siccome non riusciva ad arrivarci, disse:
"E' troppo acerba, buona solo per dei villani.
 
Non fece meglio che se si fosse lagnata?

 

Lisez la fable et cochez la bonne réponse.

Le renard

a faim

a soif

a sommeil


il voit

des murs

des raisins mûrs

des couverts vermeils        


Le renard

mange le raisin

méprise le raisin  

donne le raisin a des goujats


PARODIA di G. FERRERA

 

Nonna volpe cerca invano

di arrivare con la mano

a quei grappoli dorati:

troppo alti i pergolati!

Stando dritta in mezzo all'erba

per non far brutta figura

disse "L'uva è troppo acerba,

ed ancor non è matura".

Quella storia è tutta qui,

ma in tal modo non finì.

La nipote, più furbetta,

resta l' paziente, aspetta:

tutto osserva, sta in ascolto,

e al momento del raccolto

con astuzia e con bell'arte

lesta arraffa la sua parte.

 Immagine di Teresa Ducci

 

volpeuva

Riflessione

La parodia propone una sorta di "evoluzione generazionale". In che cosa consiste? Spiegare

nipote volpe

Immagine di Maria Concetta Pasquale

Attività di lettura

Pirandello, Quaderni di Serafino Gubbio operatore.

Anche i più morali moralisti, senza volerlo, tra le righe delle loro favole lasciano scorgere un vivo compiacimento per le astuzie della volpe a danno del lupo o del coniglio o della gallina: e Dio sa che cosa rappresenta la volpe in quelle favole! La morale da cavarne è sempre questa: che il danno e le beffe restano agli sciocchi, ai timidi, ai semplici, e che sopra tutto da pregiare è dunque l'astuzia, anche quando non arriva all'uva e dice che ancora non è matura. Bella morale! Ma questo tiro giuoca sempre la volpe ai moralisti, che per far che facciano, non riescono mai a farle fare una cattiva figura. Avete voi riso della favola della volpe e dell'uva? Io no, mai. Perché nessuna saggezza m’è apparsa più saggia di questa, che insegna a guarir d'ogni voglia, disprezzandola.